Non sarebbe opportuno mandare a casa i politici e sostituirli con i tecnici?

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Visto che fine hanno fatto fare alla Nazione Italia, sarebbe opportuno sospenderli almeno dal Governo nazionale.

Il Parlamento potrebbe essere composto da 10 Deputati e 5 Senatori per ogni Regione di qualsiasi grandezza. Semplice, senza cavilli. Lo stipendio da 6.000 euro al mese per i Deputati, 8.000 euro al mese per i Senatori. Nient’altro. Fin quando dura la situazione attuale.

I tecnici che saranno nominati dal Presidente della Repubblica devono essere tecnici professionalmente qualificati per il Ministero che dovranno occupare, restarci fin quando si comportino bene.

Dovranno essere controllati da un ramo della Polizia composta da: 1 Carabiniere, 1 Finanziere e 1 Poliziotto che avranno il compito di sorvegliarli, tutti i giorni, facendo il rapporto al Capo dello Stato.

Questo perché i politici parlano sempre alla “Pinocchio” e noi elettori siamo pieni di bugie.

Per quanto riguarda i posti di lavoro che sono pochi, io consiglierei ai datori di lavoro, per ovviare a tante ragioni, di interpellare il dipendente che necessita nella sua azienda, se è disposto ad accettare quel lavoro alle condizioni pattuite. Il òavoratore deve allegare alla documentazione da consegnare all’azienda, una sua autocertificazione, scritta di suo pugno, a mano, che asserisce che lui non è iscritto a nessun sindacato, che non s’iscriverà a nessun sindacato, che non parteciperà a nessun sciopero e che è disposto a lavorare nell’azienda fin quando necessita sia al datore di lavoro che al lavoratore. Letto e sottoscritto.

Dal 1956 l’automazione ha distrutto molti posti di lavoro e adesso si pretende che i giovani se lo inventino il lavoro! Sempre a scarica barile!

Dalla situazione italiana, rilevo che i Governi dal 1946 ad oggi, si sono dimenticati di occupare i seguenti ministeri:

  • Ministero dell’Interno
  • Ministero della Giustizia
  • Ministero della Pubblica Istruzione

Come mai?

Inolre nella Giustizia non sarebbe opportuno estendere la Giuria Popolare in tutti i gradi di giudizio?

Infine non si potrebbe rafforzare l’organico delle tre Forze di Polizia per garantire una maggiore sicurezza dei cittadini che vivono sul territorio Italiano?

A Sorrento c’era una volta la tassa di soggiorno

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Infatti molti anni fa a Sorrento gli albergatori pagavano la tassa di soggiorno ogni decade del mese, in base alle presenze dei loro clienti avuti nell’albergo.
Veniva pagata su conto postale intestato alla Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo Sorrento – Sant’Agnello.

La cifra da pagare al giorno e per persona era, se ricordo bene allora c’era la beata lira, 120/90/60 e i gruppi 90, mentre i Camping 20 lire, a seconda della categoria dell’albergo. Fino a 30 giorni di soggiorno, se ricordo bene.

Non so come mai, tutto ad un tratto, non fu pagata più.

Adesso con il federalismo, i comuni hanno cominciato a strillare. Il Governo, in base al decreto Milleproroghe, ha dato ai comuni la facoltà di istituirla nuovamente.

Qualcuno non sa come chiamarla, Tassa di Soggiorno o imposta, certo dal nome che prenderà a quell’ente dovrà essere pagata.
Per me il turista non dovrà sapere che venendo a Sorrento è costretto a pagare la Tassa di Soggiorno, e non la dovrebbe pagare né l’Agenzia, né il Tour Operator, né il turista individuale, altrimenti si dà il colpo di grazia al turismo.

So che è difficile adeguare la mentalità dei nuovi albergatori sorrentini, che forse molti non se la ricordano più ed altri non la vogliono ricordare, perché è una uscita di cassa.

Il problema non è nemmeno questo. Gli albergatori, dovendo pagare questa tassa cominceranno a strillare più forte dei comuni. A rimetterci saranno i turisti, il personale ed i loro fornitori. Se venisse istituita sulla falsa riga di quella precedente, a Sorrento si verificherebbe una notte di San Lorenzo fuori programma.

Come mai?

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E’ trascorso il primo venticinquesimo anno dalla scomparsa delle Sorelle Maria Elena e Maria Matilde Rosaria Francesca Anna Alessandrina Maresca Donnorso Correale Revertera dette comunemente Duchesse di Serracapriola.

Nonostante sta iniziando il secondo venticinquesimo anno dalla loro scomparsa e nonostante si sta avvicinando il 2012 e nonostante su alcuni lasciti a breve scadenza potrebbe accadere qualcosa che resterebbe memorabile, nessuno ha mai preso sul serio la situazione per sistemarla, almeno in parte. Come mai?

Nel marzo 1990 a Sorrento si pubblicava un giornale locale “L’altra informazione”. Attaccò il Comune di Sorrento sulla faccenda “Serracapriola”. Tutto ad un tratto il giornale cessò la pubblicazione. Come mai?

Nel gennaio 1998 in seguito ad una interrogazione al Sindaco di Sorrento sulla stessa faccenda “Serracapriola” il giornale locale “Il Golfo” pubblicava un articolo dal titolo “Fuori la verità”, ma poco dopo il giornale cessò la pubblicazione. Come mai?

Quest’anno si sta affacciando all’orizzonte una terza persona sul caso “Serracapriola”, dopo 26 anni, ha per caso l’idea di usare il caso per scopi occulti?

Molte persone all’inizio fanno capire di prendere a cuore la faccenda ma poi ad un tratto tutto sfuma. Come mai?
Va bene che la pignatta è grande ed il mestolo pure, ma con l’andar del tempo non potrebbe essere un boomerang per queste persone, perché a loro non toccava e che forse non sanno.

Quello che io non ho capito e che forse non capirò mai, perché tutti hanno paura di prendere sul serio la faccenda e sistemarla alla meno peggio una volta e per sempre?

Molto tempo fa feci la richiesta, a voce, ad un Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Sorrento di dare agli Anziani “almeno” la Sede del Palazzo Correale in Piazza Tasso, come premio di consolazione, nemmeno questo è stato fatto.

La cosa che più mi rattrista e che mi porta fuori strada, è che i presidenti che si sono succeduti alla “guida”, si fa per dire, del Centro Anziani, ad eccezione di uno, se ne sono ben guardati dal prendere di petto la faccenda con l’Amministrazione Comunale. Come mai?

Scommetto che se a Sorrento venissero cancellati gli “Anziani” diverse famiglie vedrebbero ridimensionato la loro situazione finanziaria.