Cap. 03 – Correva l’anno 1985…

Correva l’anno 1985 quando all’alba del 25 marzo alla veneranda età di 88 anni la Duchessa Maria Matilde passò a miglior vita, ed eguale sorte subì nel mese successivo (25 aprile) anche la sorella Duchessa Maria Elena.
Ricordo, ancora oggi lo sgomento ed il cordoglio dell’intera cittadinanza colpita dalla perdita delle due sorelle che affettuosamente venivano individuate come le Duchesse di Serracapriola. Nel frattempo ed in occasione del rinnovo delle cariche del Centro sociale della terza età, mi venne assegnato l’incarico di segretario che accettai perché la nomina mi poteva assicurare una più ampia conoscenza sugli sviluppi che si sarebbero verificati dopo la dipartita delle due nobildonne.
Infatti, le mie previsioni e sospetti puntualmente si verificarono, in quanto tra i parenti, Enti pubblici e privati, scoppiò una guerra per l’aggiudicazione di parte del prezioso patrimonio lasciato, in assenza di legittimi eredi da parte delle due defunte.
Da questo momento inizia la mia dettagliata e cronologica descrizione degli eventi alla luce delle documentazioni e attestazioni che assumono legittima fondatezza sulle vicende dell’eredità del patrimonio delle defunte.
Nella trascrizione degli atti ufficiali mi limiterò ad indicare solo quelli che interessano, ed, in particolare le vicende dei legati donati munificamente dalle defunte in favore della città di Sorrento e degli anziani sorrentini.
Con atto per Notar Cannavale, di Massa Lubrense del 1 aprile 1985, si apre la fase successoria mediante la pubblicazione del testamento olografo della signora Matilde Donnorso Correale di Serracapriola.
Esso consta di tre fogli. Sul primo leggesi “Lascio a mia sorella Elena l’usufrutto di tutte le mie proprietà vita natural durante”. Dopo aver assegnato ai vari nipoti cespiti siti in località diverse da Sorrento, recita testualmente “tutto il rimante della mia proprietà al Capo di Sorrento, Villa “Il Sorito” e Villaggio “Santa Fortunata” al Sovrano Militare Ordine di Malta per aiuto agli anziani”.
Sul secondo foglio precisa: “quanto lasciato al detto Ordine deve essere intestato alla “Fondazione Matilde Maresca di Serracapriola” con divieto di vendita e di fabbricare”.
Al Municipio di Sorrento, il magazzino al Capo di Sorrento n. 10 per gli anziani e altro appartamento in Via Capo n. 12, attualmente occupato dal Professor Vittorio Fabrizio che ne godrà vita natural durante.
A seguito del decesso della sorella Donna Elena, venivano pubblicati più testamenti tra i quali uno datato 12 gennaio 1984 e l’altro 25 aprile 1985. Con il primo veniva riconfermato l’istituzione della fondazione “Domus Mariae di Elena Serracapriola” quale erede universale; in esso tra l’altro leggesi: “la fondazione darà in uso al Comune di Sorrento il fabbricato in Sorrento Piazza Tasso denominato Palazzo Tasso. Affido ai cari sorrentini la difesa della integrità di questa meravigliosa zona che ho tanto amato e per quanti violeranno questa integrità li inseguirà il mio biasimo”.

Concede, inoltre, un legato al ricovero sorrentino Sant’Antonio con sede in Sorrento alla Via Sant’Antonio la somma di 15 milioni annui da rivalutare secondo l’ISTAT. Infine, dispone che nel consiglio direttivo della fondazione, uno dei sei membri dovrà essere nominato all’unanimità dal Consiglio Comunale di Sorrento, mio paese amato.
A questo punto giova schematizzare i legati che le due nobildonne hanno disposto nelle loro ultime volontà:

  • Al Comune di Sorrento la nuda proprietà di un immobile alla Via Capo n. 10
  • Un terranno magazzino alla Via Capo n. 12.
  • Il fabbricato storico, palazzo Correale di Piazza Tasso.
  • La nomina nel consiglio di amministrazione della fondazione di un componente.
  • Un legato di 15 milioni annui rivalutabili al ricovero sorrentini di Sant’Antonio per gli anziani della città.

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