Cap. 08 – Ai Ministri dell’interno, per i Beni Culturali ed Ambientali.

Premesso che la Villa “Il Sorito”, sita in località Capo di Sorrento, è una caratteristica costruzione del 700 circondata da un vasto appezzamento di terreno rigoglioso di aranci, limoni, ulivi e di tutta la caratteristica vegetazione mediterranea della penisola sorrentina. Essa, quando era di proprietà dei Duchi di Serracapriola, ha ospitato moltissime personalità politiche ed uomini di cultura del nostro secolo ed ivi ha vissuto, per lunghi anni, anche Anna d’Aosta, moglie di Amedeo.
Maria Elena Maresca Donnorso Correale, duchessa di Serracapriola, ultima proprietaria della tenuta, scomparsa nel 1985, nel suo testamento l’aveva lasciata in eredità al Sovrano Ordine dei Cavalieri di Malta affinché, come si legge nelle disposizioni testamentarie, esso si adoperasse per l’assistenza agli anziani e tutelasse l’integrità paesaggistica ed ambientale della zona.
Il 12 marzo 1988 i Vigili Urbani di Sorrento, a seguito di denuncia telefonica visitarono la villa e la relativa tenuta, scoprendo che erano stati abbattuti 32 alberi di limoni di piccolo fusto e due grossi ulivi. In quella occasione si scoprì che l’affittuario de’ “Il Sorito” era divenuto Giovanni Russo, maggiore azionista del “Sorrento Palace” e fratello del vice-sindaco di Sorrento Mariano Russo.
L’associazione “Italia nostra” presentò allora al Pretore di Sorrento una circostanziata denuncia di lavori abusivi all’interno della villa e scrisse una lettera al Gran Maestro dell’Ordine di Malta chiedendone l’intervento per salvaguardare la zona.
Secondo quanto risulta pubblicato, tra l’altro da organi di stampa, il sindaco di Sorrento Gennaro Astarita, avrebbe concesso due autorizzazioni (n. 64 e n. 65) per lavori all’interno della villa al su citato Giovanni Russo e che “Italia nostra” aveva già provveduto a segnalare emesse in difformità con il PRG di Sorrento che prevede solo opere di restauro conservativo della zona: tra l’altro, da lungo tempo, il gruppo del MSI-DN nel Consiglio Comunale di Sorrento, aveva proposto l’istituzione di un parco pubblico nella zona tra la “Tonnarella” e Puolo, nella zona dove è sita villa “Il Sorito”. Tale proposta era stata accettata ed il Consiglio Comunale di Sorrento aveva adottata apposita deliberazione.
Come è stato possibile, in base a quale atto, da chi e con chi stipulato, che il sig. Giovanni Russo sia diventato affittuario della villa in questione non avendo alcun titolo di proprietà o possesso nell’eredità Serracapriola ed essendo stata vietata, nel testamento, ogni tipo di alienazione da parte del Sovrano Ordine dei Cavalieri di Malta.
Come è possibile che il comune di Sorrento – come ampiamente denunciato da “Italia nostra” e riportato dalla stampa napoletana – nella persona del Sindaco Gennaro Astarita, abbia concesso due autorizzazioni che violano le disposizioni del PRG di Sorrento, i vincoli ambientali e le disposizioni testamentarie della famiglia Serracapriola e sono in netta contraddizione con la volontà del Consiglio Comunale di Sorrento solennizzata dalla deliberazione per la realizzazione del parco pubblico nella zona dove è sita Villa “Il Sorito”, su proposta del MSI-DN di quella cittadina.
Se non ritengano di intervenire, nell’ambito delle proprie competenze, e con quali provvedimenti, per scongiurare i disegni speculativi dei privati volti a stravolgere le caratteristiche paesistiche ed ambientali della tenuta di Villa “Il Sorito” e le stesse caratteristiche architettoniche e storiche della villa, oltre che deturpare tutto l’ambiente circostante, che costituisce uno dei paesaggi più suggestivi del mondo!.
Se non intendano, ed in quale modo, verificare le responsabilità, le collusioni, gli interessi da parte dei componenti dell’Amministrazione Comunale di Sorrento e particolarmente del sindaco e del vice-sindaco, fratello del Giovanni Russo “affittuario” (abusivo?) di villa “Il Sorito”, così celermente “favorito” dalle concessioni ad hoc rilasciate dal Comune di Sorrento: se gli organi giudiziari abbiano assunto iniziative in conseguenza della denuncia dell’Associazione Ambientalista “Italia Nostra” del 30 giugno 1988 e quali: cosa abbia finora ritardato, e se lecitamente tacito o no, la realizzazione del parco pubblico di cui alla delibera adottata dal Consiglio Comunale di Sorrento su proposta del Gruppo Consiliare del MSI-DN.

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