Cap. 15 – La pubblicazione di tre interventi

La pubblicazione di tre interventi, uno il 31 gennaio 2001 sul quotidiano Agorà e il secondo sul Roma del 17 febbraio 2001, a firma dell’Avv. Nino Cuomo “Quell’eredità dimenticata” il terzo su Agorà a firma di Marcello Coppola dal titolo “Proprietà Serracapriola, quale futuro” del 27 agosto 2002:

EREDITA’ SERRACAPRIOLA, IL COMUNE DI SORRENTO INADEMPIENTE?
Son passati quasi sedici anni dalla morte delle duchesse Matilde ed Elena Maresca Donnorso Correale Revertera di Serracapriola discendenti di nobili famiglie sorrentine ed il cui genitore, Giovanni, era stato il primo Podestà della Grande Sorrento (città che – nel 1927 – riuniva gli attuali comuni di Sorrento, Sant’Agnello, Piano di Sorrento e Meta di Sorrento). Esse sono morte rispettivamente il 25 marzo ed il 25 aprile 1985 e non si sa nulla della loro eredità a favore del Comune di Sorrento.
Il 15 gennaio 1998, nella sua qualità di consigliere comunale, la dott. Rosalba Palomba, chiese al sindaco, prof. Ferdinando Pinto quale era la situazione e quali attività aveva svolto il Comune di Sorrento e quali azioni intendeva promuovere per adempiere alle disposizioni testamentarie delle due nobildonne sorrentine, anche per evitare la perdita del patrimonio immobiliare lasciato in favore della città ed in modo particolare degli anziani. Il Sindaco rispose, con lettera della G.M. n. 577 del 29 giugno 1993, era stato dato incarico all’avv. Ernesto Procaccino per tutelare gli interessi del Comune e che, con altra delibera del 28 gennaio 1998 – dopo 13 giorni dall’interrogazione – gli era stato esteso l’incarico per ottenere il possesso dei beni immobili. Ma poi non si è saputo null’altro!
Intanto, un cittadino sorrentino – Luigi Milano – il 4 settembre 2000 ha inviato alla Procura della Repubblica del Tribunale di Torre Annunziata un circostanziato “atto di accusa e di denunzia”, corredato da tutti i documenti che, con certosina pazienza, è riuscito a procurarsi, fra cui i testamenti delle due nobildonne sorrentine. Le indagini sono state affidate al Comando di Massa Lubrense della Guardia di Finanza che sta raccogliendo tutte le notizie necessarie per un primo rapporto all’autorità giudiziaria.
L’amore per Sorrento di Matilde ed Elena di Serracapriola e per la difesa delle sue bellezze naturali era noto. Basterebbe ricordare il loro impegno e la loro testardaggine con cui riuscirono ad evitare la creazione di una strada che dalla via Capo avrebbe dovuto condurre, lungo la costa, a Puolo, distruggendo un angolo di paradiso ed uno scenario incomparabile. E le loro disposizioni testamentarie ne sono ulteriore prova. Infatti entrambe, hanno lasciato alcune unità immobiliari al Comune di Sorrento ed hanno indicato la cura degli anziani come utilizzo di gran parte dei loro beni, invitando a costituire una fondazione per raggiungere tali scopi. Nel testamento di Donna Matilde si legge: Ringrazio per quanto farà il Municipio di Sorrento per i miei carissimi sorrentini”; mentre in quello di Donna Elena è detto: “Affido ai cari sorrentini la difesa della integrità di questa meravigliosa zona che ho tanto amato e per quanti violeranno questa integrità il mio BIASIMO”.
Che forse il primo “biasimo” dovrà riversarsi su chi ha la responsabilità di questa indifferenza ed abulia, per le quali – già la stampa di tre anni fa si è interessata, senza alcun esito. Infatti, anche il sollecito del 15 ottobre del 1998 della medesima dott. Palomba al Sindaco Pinto per apprendere cosa avesse risposto l’avv. Procaccino, rimase inevasa. Ci risulta che, in proposito, ci si stia attivando a Palazzo Municipale: ritorneremo sull’argomento e forniremo ulteriori dettagli sulle singole disposizioni testamentarie delle due munifiche nobildonne sorrentine.

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