Cap. 18 – Segretario Generale della Presidenza della Repubblica

SEGRETARIO GENERALE
DELLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA

Egregio Avvocato,
rispondo all’istanza da Lei inviata al Presidente della Repubblica. Comprendo il disagio per l’incresciosa situazione ivi descritta.
Tuttavia, nonostante ogni migliore intenzione, debbo farLe presente che il Capo dello Stato non interferisce con la funzione giurisdizionale, il cui autonomo ed indipendente esercizio è costituzionalmente riservato alla magistratura.
Non risulta pertanto possibile compiere in questa sede una valutazione dei fatti da Lei evidenziati, né in alcun modo intervenire nel senso da Lei auspicato.
Cordiali saluti
Il Direttore dell’Ufficio
(Dr. Guglielmo Garri)

A seguito delle contrastate vicende giudiziarie l’Avv. Nino Cuomo lancia l’allarme sul periodico “Informa Città” di Sorrento con un articolo del 07 marzo 2003 dal titolo “Serracapriola, si rischia l’eredità” del seguente tenore.
Fra pochi giorni ricorre il 18° anniversario della morte di Donna Matilde di Serracapriola (25 marzo) – e dopo un mese quella della sorella Elena – entrambi figlie del primo Podestà della Grande Sorrento, Duca Giovanni Maresca di Serracapriola. Lasciti – da parte di tutte e due – in favore della Città di Sorrento e degli anziani della comunità sorrentina. Ma quale è il loro destino? Nei primi mesi di due anni denunziammo alla stampa l’immobilismo della Pubblica Amministrazione rendendo noto un esposto da parte di Luigi Milano, un privato cittadino, al Comando della Finanza del Comune di Massa Lubrense ed alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Eppure il 15 ottobre 1998 la dott. Rosalba Palomba, allora consigliere comunale, interrogava il Sindaco Pinto per conoscere quale fosse la situazione. Nessuna notizia, abulia totale, pericolo di perdere il beneficio: si sa solo che, nel 1993, fu dato incarico all’Avv. Ernesto Procaccino di tutelare gli interessi di Sorrento. Ma poi? Nessuna nuova! Secondo un antico proverbio “Nessuna nuova, buona nuova”, ma sembra che, in questo caso il proverbio citato sia stato sfasato. Almeno fino ad oggi! I fatti sembrano compromettere le finalità di Donna Matilde perché la denunzia di Luigi Milano, presentata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata il 04 Settembre 2000, pare sia finita, con provvedimento del GIP, Tommaso Miranda, del Giugno 2002, che ha archiviato il procedimento, conformemente alla richiesta del Sostituto Procuratore, Anna Maria Pezzullo. Da questa notizia il Presidente del Centro Sociale Anziani di Sorrento, avv. Giorgio De martino, si è attivato con una sottoscrizione con 122 firme, rivolgendosi al Presidente della Repubblica per un suo intervento.
Purtroppo la risposta del Capo dello Stato, che non si è fatta attendere, non aiuta perché viene riferito che non è nei suoi poteri di intervenire in un “affare “ giudiziario. Ed il dinamico presidente nel manifestare la sua amarezza per un grave torto che si riversa, in modo particolare, sugli anziani della città che egli rappresenta – per la quasi plebiscitaria elezione dello scorso anno – ha dichiarato: “Per la veste che rivesto non mi fermo; sto esaminando la possibilità di ricorrere alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo”. Ma qual è la situazione? Per quanto riguarda l’eredità di Donna Elena il tutto è nelle mani di un amministratore giudiziario essendo l’eredità oggetto di un procedimento per accertare quale dei tanti testamenti esistenti.
Il problema, invece, riflette l’eredità di Donna Matilde che ha nominato suo erede universale il Sovrano Ordine di Malta (salvo un legato in favore del Comune di Sorrento – in nuda proprietà – di un appartamento sito in Sorrento alla via Capo n. 10) prescrivendo l’istituzione di una Fondazione per assistenza agli anziani. Il Presidente del Circolo Anziani, De martino, ha dichiarato che non si fermerà ed ha promesso nuove rivelazioni che registreremo e renderemo note in una prossima nota,perché coinvolgerà fatti ed eventi che Sorrento poco conosce, come nulla sa della probabile perdita dell’eredità Serracapriola. E si è recato al Comune per sollecitare chiarezza sulla procedura giudiziaria in corso.
Avv. NINO CUOMO

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