Cap. 22 – Si è conclusa la lotta

Così, purtroppo, dopo quindici anni e senza alcun personale interesse, si è conclusa la lotta che, per rispetto delle volontà delle sorelle Serracapriola ed affetto verso gli anziani sorrentini, intrapresi con calore, costanza e tenacia.
La narrazione cronologica degli eventi unitamente alla raccolta dei vari atti legali, mi inducono ad alcune considerazioni di ordine legale, morale ed etico, nella consapevolezza che posso anche essere ricorso in errori di valutazioni soggettive, ma gli accadimenti verificatisi nella vicenda delle Serracapriola mi hanno profondamente sfiduciato e rattristato per i comportamenti della società che ci circonda.
Sorge spontanea la domanda: che cosa è la Giustizia? E’ quella raccolta di norme, di regole e provvedimenti predisposti dall’uomo, il quale la sa amministrare tenendo in conto varie spaccature della persona che ne fa richiesta: ricchezza, amicizia, ideologia, politica, posizione sociale, stato ambientale ed interessi del proprio tornaconto. A questi attributi a quella italiana bisogna aggiungere il deprecabile record dei tempi lunghi che, in molti casi, una decisione arriva dopo la morte del richiedente. Gli episodi innanzi descritti sull’affare delle Serracapriola è una lampante testimonianza. Nessun organo della magistratura adita ha inteso affrontare la problematica dalle radici, adducendo motivazioni recondite e non surrogate da giudici inerenti la tematica interessata alla parte defraudata, cioè gi anziani, ormai fuori dalla società qui genialmente indicati come “i rottamati”.
Non essendo operatore del diritto non sono riuscito a comprendere, purtroppo, l’affermazione del giudice del Tribunale di Torre Annunziata che l’ordine dei Cavalieri di Malta avrebbe provveduto all’istituzione della fondazione “Domus Mariae” di Serracapriola, in assenza del componente del Comune di Sorrento eletto dal Consiglio Comunale giusto quanto disposto dalle due germane Serracapriola nei rispettivi testamenti olografi.
Mi appare, altresì misterioso che la fondazione, unica parte deputata a stipulare un controllo di fitto per 99 anni al sig. Giovanni Russo della villa “Il Sorito”, senza informarne il Comune di Sorrento, delegato dalle donatrici a tutelare e salvaguardare il prezioso cespite.
Altro evento inspiegabile riguarda il mancato versamento in favore del “Ricovero sorrentino Sant’Antonio” legato testamentario di Lire 15.000.000 annui rivalutabili che la Presidente sig. Concetta Alfaro Fiorentino aveva richiesto a S.M.O. di Malta, responsabile ottemperante.
Nel mese di ottobre 1988 il Balì Gr.Cr. del S.M.O. di Malta, si impegnava a dar seguito alla volontà dell’illustra defunta, non appena la Fondazione incominciava a percepire le disponibilità finanziarie. Questo impegno e questa promessa, sino al giugno 2006, non è stata ancora rispettata.
Un altro “pateracchio” che non trova alcuna giustificazione, riguarda l’appartamento sito al Parco Sereno al Capo di Sorrento che, per volontà delle donatrici, venne assegnato al Comune di Sorrento per aiutare gli anziani, che ne poteva disporre dopo la morte del Prof. Fabrizio che l’occupava vita natural durante.
Si da il caso che, purtroppo, il beneficiario da alcuni anni è deceduto, ed il Comune di Sorrento non ancora ha provveduto a legittimare il suo diritto di possesso, procurando un danno agli anziani che vengono privati delle entrate ad essi spettanti, giusto il disposto testamentario.
Giova ricordare, però che il Comune di Sorrento è ancora in lite giudiziaria presso il tribunale di Napoli e l’Avv. Giuseppe Galfano, nominato per la difesa dal maggio 2002, non ancora è riuscito ad accertare allo stato i termini delle controversie in atto con le parti avverse. Si sta puntualmente verificando la profezia del compianto Marchese Avv. Luigi Buccino Grimaldi, difensore di un erede, che disse, all’epoca dell’apertura della successione delle Serracapriola, questo giudizio avrebbe avuto la durata di almeno trent’anni. I fatti gli stanno dando ragione, il percorso è ancora lungo, siamo al ventunesimo anno .
Questa prospettiva mi rattrista, e non poco, perché, forse mi priva la possibilità di vedere trionfare il bene sul male, il giusto contro l’ingiusto e il legittimo sull’illegittimo, che spesso appartiene solo ai potenti.
Non ci sono parole per esprimere l’indignazione, il biasimo, la rabbia di fronte al massacro che è stato commesso da persone, Enti pubblici e privati, e che si è prodotto in furti ed ai danni della parte più debole: la comunità degli anziani sorrentini.
Quello che potrebbe accadere in futuro su questi lasciti, sarà oscuro e tenebroso, perché le forze occulte dell’essere umano sono impenetrabili ed illimitabili.
Allora molti si chiederanno, come mai?
La risposta la potranno dare solo quelle persone che di questi beni ne stanno beneficiando.
A me non resta che esprimere, alle nobildonne Matilde ed Elena Maresca Donnorso Revertera Serracapriola, la più sentita gratitudine a nome degli anziani sorrentini, per la benevolenza e la munificenza dimostrata nel ricordarsi di noi, anche se altri hanno usurpato meritandosi il loro “eterno biasimo”.
Luigi Milano

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